Riconciliazione ordine, DDT e fattura

La riconciliazione a tre vie mette insieme ordine, DDT e fattura: verifica che la quantità ricevuta corrisponda a quanto ordinato e fatturato, riga per riga.

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Una fattura fornitore entra nella coda di verifica e, a prima vista, è in ordine: il prezzo unitario coincide con quello che avete negoziato. Poi recuperate l’ordine e il DDT e provate ad allinearli riga per riga. Su una riga i conti non tornano: l’ordine dice cento pezzi, il DDT ne registra novanta, la fattura ne addebita cento. Chi ha ricevuto la merce sa che sono arrivate novanta unità, ma il documento che arriva in contabilità ne dichiara cento, e qualcuno sta già per pagare dieci pezzi mai entrati in magazzino. Non è un errore di prezzo, ed è proprio per questo che sfugge ai controlli basati sul totale: il totale della fattura è perfettamente coerente con il suo stesso prezzo unitario. Quello che non torna è la corrispondenza tra ciò che avete ordinato, ciò che avete ricevuto e ciò che vi viene fatturato.

Dove si nasconde davvero il disallineamento

Il disallineamento non vive mai nel totale della fattura. Vive nel punto in cui tre documenti dovrebbero raccontare la stessa quantità e non lo fanno.

Dove guardi Cosa non torna Documento che decide
Consegna parziale L'ordine prevede cento pezzi, il DDT ne registra novanta, la fattura ne addebita cento DDT
Unità di misura diversa L'ordine è in confezioni, la fattura in pezzi: senza coefficiente di conversione le quantità sembrano diverse Ordine + fattura
Fattura prima del DDT La quantità è fatturata senza un riscontro merce già registrato DDT mancante
Reso non scalato La merce è rientrata ma la quantità resa non è stata dedotta DDT di reso
Prezzo fuori listino La quantità combacia, ma il prezzo netto non è quello concordato Listino (controllo separato)

Solo l’ultima riga è un problema di prezzo, e non appartiene alla riconciliazione a tre vie — in inglese, three-way matching (voce di glossario in inglese). Le altre quattro sono problemi di quantità, e la quantità la decide il DDT. La riconciliazione a tre vie risponde a una sola domanda: abbiamo ricevuto ciò che stiamo pagando?

Prima e dopo: riconciliazione riga per riga

Controllo a campione sul totale Riconciliazione a tre vie sistematica
Si confronta il totale fattura con il totale ordine Si confronta ogni riga: quantità ricevuta sul DDT contro ordinata e fatturata
Una consegna parziale fatturata per intero passa inosservata La riga parziale si ferma finché il DDT non conferma la quantità
Pezzi e confezioni si confrontano senza convertire Le unità si normalizzano con il coefficiente di conversione prima del confronto
Il controllo prezzo e quello quantità si confondono in un unico sguardo al totale Prezzo e quantità sono due controlli distinti, con esiti distinti
Lo scostamento si scopre a pagamento avvenuto, in recupero crediti Lo scostamento si gestisce con una nota di credito prima di liquidare

Allinea ordine, DDT e fattura — non limitarti a spuntare il totale

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    Parti dalla quantità del DDT, non dal totale della fattura

    Il DDT è l’unico documento che registra cosa è davvero entrato in magazzino. È lì che la riconciliazione comincia: la quantità ricevuta è il riferimento contro cui misurare sia l’ordinato sia il fatturato.

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    Confronta le tre quantità riga per riga

    Per ogni riga, metti in fila quantità ordinata, quantità sul DDT e quantità fatturata. Il totale della fattura può quadrare con se stesso mentre una singola riga è sbagliata: solo il confronto per riga lo rivela.

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    Normalizza le unità di misura prima di confrontare

    Se l’ordine è in confezioni e la fattura in pezzi, applica il coefficiente di conversione prima del confronto. Un convertitore di unità e dimensioni verifica il fattore in pochi secondi ed evita che un errore di conversione si presenti come un falso scostamento.

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    Tieni separato il controllo del prezzo

    La riconciliazione a tre vie chiude sulla quantità. Il prezzo netto va confrontato a parte con il listino concordato o con la soglia di tolleranza: è un controllo diverso, con una causa e una correzione diverse.

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    Gestisci lo scostamento con il documento giusto

    Una quantità fatturata in eccesso non si paga per sistemarla dopo. Si ferma la riga e si richiede una nota di credito per la differenza, oppure si attende il DDT della consegna residua.

Costruisci una checklist di riconciliazione nel tuo ciclo passivo

Perché la risoluzione dell’identità è la vera soluzione

Finché ogni riga va ricollegata a mano all’ordine e al DDT giusti, la riconciliazione resta un lavoro che si rifà a ogni fattura. Il disallineamento di quantità, come quello di unità di misura, è in fondo un problema di identità: il sistema non riesce a far combaciare la riga della fattura con la riga dell’ordine e con quella del DDT, perché il codice, la descrizione o l’unità non coincidono. La soluzione stabile è risolvere ogni articolo in un unico record attendibile, con unità e coefficienti di conversione noti e coerenti, così che le tre quantità si allineino da sole: è esattamente il compito della riconciliazione delle fatture contro dati di catalogo attendibili. Quando le unità non combaciano, una fattura corretta finisce bloccata per un falso scostamento di prezzo — il caso descritto nella guida in inglese The Error Says Price. The Cause Is Units. — e la causa è sempre la stessa: identità e unità da sistemare una volta sola.

FAQ

Che cos'è la riconciliazione ordine-DDT-fattura?

È il confronto di tre documenti del ciclo passivo — l’ordine di acquisto, il DDT (documento di trasporto) e la fattura fornitore — per verificare, riga per riga, che la quantità ricevuta corrisponda a quanto è stato ordinato e a quanto viene fatturato. È la stessa logica che in inglese si chiama riconciliazione a tre vie: risponde a una sola domanda, abbiamo ricevuto ciò che stiamo pagando, e non garantisce che il prezzo sia quello concordato. Il controllo del prezzo è un passo separato, che confronta il prezzo netto della fattura con il listino o con la tolleranza impostata.

La riconciliazione a tre vie controlla anche il prezzo?

No, e questo è il confine che conta. La riconciliazione a tre vie allinea le quantità: ordine, DDT e fattura devono raccontare la stessa storia su quanto è stato movimentato. Non verifica che il prezzo unitario sia quello concordato. Quel controllo è separato e lavora sul prezzo netto confrontato con il listino o con una soglia di tolleranza. Una riga può superare il controllo quantità e fallire quello prezzo, o il contrario. Trattarli come un unico controllo sul totale è il modo più comune per far passare un errore.

Qual è la differenza tra ordine, DDT e fattura nel controllo?

L’ordine dice cosa avete chiesto e a quali condizioni. Il DDT, il documento di trasporto, è l’equivalente italiano del goods receipt e dice cosa è effettivamente entrato in magazzino, con le quantità verificate alla consegna. La fattura dice cosa il fornitore vi sta addebitando. Il DDT è il documento che decide la quantità: è l’unico che registra ciò che avete davvero ricevuto, quindi è contro il DDT, non contro l’ordine, che la quantità fatturata va confrontata quando una consegna è parziale.

Cosa succede se la fattura riporta una quantità maggiore di quella del DDT?

È lo scostamento di quantità classico: il fornitore fattura più di quanto risulta ricevuto sul DDT. Gli ERP lo intercettano bloccando la riga o segnalandola come non conforme — in Dynamics 365, per esempio, il match della quantità ricevuta risulta Failed anziché Passed. La correzione non è pagare e sistemare dopo: è fermare la riga, confrontare la quantità del DDT con quella fatturata e richiedere una nota di credito per la differenza, oppure attendere il DDT dell’eventuale consegna residua prima di liquidare.

Perché una fattura con il prezzo corretto può comunque essere bloccata?

Spesso perché l’unità di misura non coincide tra ordine e fattura. Se ordinate a confezioni e il fornitore fattura a pezzi, il coefficiente di conversione tra le due unità decide se le quantità combaciano. Un coefficiente sbagliato sposta la quantità su cui l’ERP divide l’importo, e il sistema segnala una differenza di prezzo su una fattura il cui prezzo è in realtà esatto. Il messaggio punta al prezzo, ma la causa è nell’unità di misura: va normalizzata prima di confrontare le righe.

REVIEW-NOTES

  • Nessuna stringa o numero di errore ERP inventato. Il pezzo resta concettuale: cita gli stati Passed/Failed di Dynamics 365 (verificati in appendice, feature «Three-way matching» / «Product receipt quantity match») senza riprodurre testi di messaggio, e non quota alcun numero o short text SAP (nessun M8 nnn), quindi non serve alcuno spot-check SE91.
  • Link cross-cluster rinviati (non errori di contenuto). I fratelli IT ancora inesistenti sono referenziati solo come <Card> (non audit-checked): la guida sorella guides/controllo-fatture-fornitori-listino, le guide guides/sap-differenza-prezzo-fattura-ordine e guides/nota-credito-prezzo-errato-fornitore, e il glossario glossary/riconciliazione-a-tre-vie. Restano link live rotti finché quei pezzi non vengono pubblicati; da ricablare inline nel commit finale di wiring (BRIEF Workflow step 6). relatedSlugs è stato omesso apposta per non far fallire l’audit su questi fratelli.
  • Fallback in inglese segnalati nel testo: il link inline a glossary/three-way-matching e a guides/error-says-price-cause-is-units sono etichettati come «in inglese» perché i pendant italiani (riconciliazione-a-tre-vie, e la guida flagship IT) non esistono ancora. Sostituire con le destinazioni native quando disponibili.
  • Localizzazione CTA. Il blocco CTA è reso automaticamente da resolveCta() (book-demo). Per renderlo in italiano («Basta controlli manuali» / «Prenota una demo») serve la modifica condivisa a resolveCta()/ArticleCta segnalata in SCHEMA-NOTES §4 (decisione aperta per i batch DE/IT). Finché non è risolta, la CTA potrebbe comparire in inglese: non è un difetto di questo file.
  • translations non impostato come da istruzioni: va aggiunto in entrambe le direzioni quando esisterà un sibling in altra lingua di questo stesso pezzo.

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